Open/Close Menu Blog di Antonio Pepe - Imprenditore e Consulente per le aziende

La muffa. Chi non la conosce. Un nemico che noi imprenditori edili conosciamo molto bene.

Il problema è che non la conosciamo solo noi. La muffa è lo spauracchio anche di molte casalinghe, o di chi vive molto l’ambiente domestico. Saprete già che non è solo un problema legato al cattivo stato di conservazione dei formaggi stagionati o degli alimenti in generale.
L’infestazione da muffa è un problema che principalmente riguarda le case, o luoghi circoscritti. E non solo quelle vecchie. Anche nelle case di nuova costruzione purtroppo non è infrequente che si verifichino questi episodi spiacevoli.
Tra le soluzioni proposte da progettisti e costruttori di case, e pubblicate in rete, ce ne sono tante e anche molto divertenti quanto inefficaci. Tutti si riscoprono esperti di muffe e dispensano soluzioni errate. Prima di cominciare, facciamo una distinzione fondamentale: il livello ottimale dell’umidità relativa in casa deve essere compresa tra il 40% ed il 60%. Se si supera questo limite, quindi per eccesso di umidità, possono cominciare a insorgere le odiate muffe e i microrganismi sulle pareti; se invece l’umidità è troppo bassa, cominciano problemi respiratori.
Quindi che fare da subito? Regolare il tasso di umidità. Primo comandamento.

 

Partiamo dalla domanda più semplice: che cos’è la muffa?

La muffa è un microrganismo vivente a tutti gli effetti. Si tratta di un tipo di fungo pluricellulare capace di ricoprire le superfici umide di soffitti e dei muri.

Come si forma la muffa in casa e perché?

Per diversi motivi. Cantine, seminterrati, bagni e muri perimetrali esposti a nord, per loro natura, possono rappresentare la condizione ottimale perché proliferi. In questi ambienti tra l’altro, è presente un alto tasso di umidità che ne favorisce lo sviluppo.
Altra causa di proliferazione della muffa, soprattutto negli edifici di nuova costruzione, è l’eccessivo isolamento dall’esterno dovuto a involucro perimetrale che determina una bassa ventilazione, per questo tutti gli appartamenti molto isolati necessitano di un impianto di ventilazione meccanica, di cui ne parlerò dopo.
Se la muffa si sviluppa in diversi ambienti della casa, di certo saranno ambienti chiusi, non abbastanza arieggiati e per questo soggetti ad umidità. La presenza di muffe sui muri comunque potrebbe essere il campanello di allarme di problemi strutturali, di condensa, o di infiltrazioni.

 

Attenzione però: se le muffe non vengono eliminate, esse a lungo andare potrebbero creare danni alle strutture delle abitazioni. Le muffe, infatti, possono essere viste su muri e soffitti ma la loro crescita non si ferma al primo strato superficiale: le colonie di muffa possono intaccare la robustezza della parete e magari farla cedere. Nella maggior parte dei casi la sua presenza è una conseguenza dell’umidità dell’ambiente interno che condensa allorché sulla superficie del muro si forma rugiada, cioè quando il vapore acqueo contenuto nell’aria, incontrando una superficie a temperatura più bassa, si trasforma in acqua.

Quindi perché ci sia muffa è necessaria la presenza di umidità e che le pareti siano più fredde della temperatura interna. Una cosa è certa, l’umidità in casa è impossibile da eliminare poiché: gli ambienti interni sono abitati dalle persone, che con la respirazione e la sudorazione producono vapore acqueo; viene prodotta da diverse attività quotidiane come cucinare, lavarsi, ecc; quando non si cambia l’aria di frequente; In condizioni ideali, cioè con buona ventilazione e con bassa umidità, le muffe non riescono a svilupparsi.

 

 

 

Ricapitolando: dove si forma la muffa in casa? I luoghi tipici in cui può facilmente formarsi la muffa sono:

  • Pareti fredde Muri esposti a nord Bagni (soprattutto vicino alle superfici della doccia o della vasca)
  • Cantine Seminterrati
  • Soffitti con problemi di infiltrazioni
  • Armadi scarsamente ventilati
  • Ripostigli chiusi
  • Dietro i battiscopa di muri freddi
  • Nella vaschetta di scarico del climatizzatore
  • Nell’acqua del vaporizzatore o nella vaschetta del deumidificatore
  • Nei materassi
  • Nei cuscini, divani, poltrone imbottite
  • Nei tappeti
  • Nel tetto, sul pavimento o in altre opere murarie in cui il cemento non è stato perfettamente sigillato e isolato
  • Pannelli di legno umidi
  • Cartongesso umido Moquette umide Tessuti o tendaggi mantenuti in luoghi bui e umidi.
Insomma, qualsiasi superficie umida e priva di ventilazione, può costituire l’habitat ideale per la proliferazione delle muffe.

 

Oltre a deturpare i muri delle abitazioni, la muffa rende gli ambienti malsani e può provocare disturbi respiratori, nonché allergie, attacchi d’asma, indebolimento del sistema immunitario e dell’apparato respiratorio altri disturbi come il mal di testa. Proprio per questo, è importante affrontare il problema nel modo corretto, risalendo alla radice e ripristinando le condizioni di comfort.

Non è escluso che l’umidità possa intaccare anche i mobili di casa, in particolare modo gli armadi e tutti gli angoli dove vi è una scarsa circolazione d’aria. Il ponte termico (cioè quella zona della parete che presenta una temperatura maggiore rispetto ai materiali adiacenti), scarsa ventilazione e errori di costruzione possono essere la causa della condensa, che a sua volta provoca la formazione di muffe.

Come possiamo combatterla? Da esperto del settore, consiglio sempre di garantire la traspirabilità delle superfici, utilizzando, ad esempio, degli intonaci termoisolanti o deumidificanti e pitture traspiranti .

 

 

 

 

Esistono apposite pitture antimuffa e naturali, minerali e biologiche, che hanno una tenuta superiore a quelle tradizionali e che sono obbligatoriamente previste in ogni appartamento di mia realizzazione. Questi prodotti sono ottime idee green, soluzioni naturali che permettono di rinnovare gli ambienti di casa in modo sostenibile, riducendo l’inquinamento indoor, rispettando sia l’ambiente, che la nostra salute poiché validi alleati contro muffe, batteri e sostanze volatili tossiche. Perché migliorare la qualità della vita di chi abita uno spazio confinato è un obbligo morale e un dovere civico, per chi realizza case.
Tra gli approcci per combattere la muffa è quello di concepire un edificio con una nuova parete di ultimissima generazione, di 55cm, più spessa e più stratificata rispetto a quelle standard, chiamata P55, in pratica l’evoluzione del classico cappotto termico.

 

Con questo sistema l’aria degli ambienti è più salubre e la casa diventa molto calda d’inverno e fresca d’estate, abbattendo così i consumi energetici e diminuendo di conseguenza gli importi delle bollette, anche fino al 70% Un altro metodo è quello della ventilazione meccanica controllata, una soluzione pensata per avere aria fresca e priva di batteri. La ventilazione meccanica va a ovviare il problema del ricambio di aria costante: insieme al corretto isolamento termico è possibile controllare meccanicamente l’aria in entrata e uscita, controllando i livelli di umidità e lasciando gli ambienti sempre puliti.
Infine, può essere utile un buon impianto di deumidificazione che, regolando l’umidità interna dell’abitazione, contrasta la formazione di muffe e, di conseguenza, il proliferare di allergeni, causa di irritazioni e allergie.

 

Come riconoscere se una parete è aggredita dall’umidità? Semplice. Gli intonaci si rigonfiano e iniziano a sbriciolarsi; la parete è fredda al tatto e in alcuni casi ci sono delle chiazze verdi; l’isolamento del muro viene meno e così ci si ritrova con una parete che in inverno conduce il freddo, e in estate trasmette calore; la salute dei residenti ne risente poiché l’umidità è dannosa per l’uomo e può portare, tra le altre cose, a problemi respiratori e asme; Infine, le spese per il riscaldamento dell’ambiente aumentano.

 

Ricordiamolo: per scongiurare il fenomeno antipatico dell’umidità e poi della muffa visibile, è sufficiente avere un buon riciclo d’aria, sempre. Quindi, bisogna aprire spesso le finestre. Assolutamente da evitare è l’utilizzo di prodotti chimici in confezione spray in quanto si tratta solo di soluzioni temporanee, e quindi inefficaci e la maggior parte delle volte dannose alla salute.

 

Perché liberarsi quanto prima dalla muffa? Ognuno di noi tende per natura alla sicurezza e al proprio benessere. Il mantra che ci guida e che ci motiva ogni giorno, è migliorare la qualità della nostra vita, recuperando un senso di stabilità.

 

Si sente spesso dire che la casa è il nostro “secondo corpo”, il luogo che ci accoglie, ci rigenera, ci somiglia e che ci rappresenta. Anche se c’è chi non ci trascorre molto tempo o non le dà molta importanza, la casa rimane un posto che accoglie dopo un lungo viaggio o da un’uscita di poche ore, e rappresenta la riunione con se stessi e con il proprio nucleo familiare.

 

Il benessere in casa è collegato ai materiali di qualità, non dannosi, con cui è realizzata. Ognuno dovrebbe mettersi in relazione con l’ambiente domestico che lo circonda, instaurare un legame, stringere una connessione più sottile e trarne vantaggi. Benessere e casa sono una cosa soltanto. Ecco perché il rischio delle muffe deve essere scongiurato con ogni mezzo.

 

 

 

 

CONCLUSIONI

La presenza di muffa in casa è un problema diffuso e con cui tutti si trovano molto spesso a dover combattere.
Negli ultimi anni la qualità dell’aria indoor è stata riconosciuta come obiettivo fondamentale per la salute dell’uomo.
È necessario cambiare atteggiamento mentale: a cominciare da quando la gente acquista una casa: si è sempre portati a considerare solo la superficie, la funzionalità, la metratura, la posizione, il design. Per carità, sono tutti elementi fondamentali ma secondari rispetto a quelli che possono influenzare il nostro benessere e la nostra salute. In pochi si preoccupano di considerare se una casa è fatta con materiali di qualità, non soggetti a deterioramento strutturale.
Per valutare le cause bisogna perciò conoscere molto bene i materiali edili, la loro composizione e il comportamento sinergico con altri materiali in un elemento strutturale come un edificio.
Ecco perché abbiamo brevettato una certificazione chiamata BeS (Benessere e Salute), che misura e garantisce il livello di qualità degli spazi interni di un’abitazione e pone al centro dell’attenzione le condizioni di salute e il benessere di chi abita uno spazio domestico. Il protocollo BeS è frutto di anni di studi e di ricerche a cui hanno aderito tecnici specializzati, ingegneri, interior designer e architetti, e punta i riflettori sul benessere dell’uomo in relazione alla sostenibilità ambientale, alla tutela del paesaggio e all’utilizzo di risorse rinnovabili per la produzione

 

 

 

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